Davide Mantovani

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Tag: inaugurazione

Ti ricordi il primo maggio? chilometri a piedi, il primo accredito, la consegna delle divise, l’incontro con i nuovi colleghi, la lunghezza infinita del decumano e i grandi padiglioni: luoghi di cui avevi sentito solo parlare diventare realtà. Intanto attorno a noi si svolgeva la cerimonia di inaugurazione: capi di stato, giornalisti e fanfare. Le frecce tricolore rompevano un cielo da cui spuntava un timido sole… i primi spauriti visitatori, gli annunci… sei mesi fa cominciava la mia grande avventura lavorativa ad Expo Milano 2015.

Ho raccolto in questo breve ma incalzante video il ricordo di quei 184 giorni trascorsi nel sito espositivo. Sono stati sei mesi di lavoro intenso e appassionato. Ho incontrato persone da tutto il mondo, ho parlato con gruppi, famiglie, scolaresche, giornalisti e televisioni…  Per sei mesi ho raccontanto e difeso i temi della sostenibilità ambientale, del buon cibo e del diritto al piacere, del giusto prezzo e della difesa della biodiversità; nozioni che condividevo e che grazie al movimento Slow Food ho approfondito e trasmesso con passione, conservandole ancora come un grande insegnamento personale.

Sei mesi all’interno di un grande evento possono essere logoranti ma grazie ai miei colleghi e a tutti gli Expo workers, ai sorrisi e ai complimenti dei visitatori, e agli amici che non hanno mancato di passare a trovarmi, si è trasformato in un’esperienza unica ed indimenticabile.

184 giorni di Expo Milano 2015 from Davide Mantovani on Vimeo.

– BIGIO 1912-2012 – UNA MOSTRA ESPOSITIVA A CENT’ANNI DALLA NASCITA

Estate del 2012, in paese si è in fermento per l’imminente Fiera del Riso (e chi fa parte di una delle tante associazioni che si adoperano alla sua organizzazione sa di cosa sto parlando). Discuto d’arte con Maria Rosa Nicoletti (gallerista del paese) che mi ricorda che in quell’anno sarebbe ricorso l’anniversario della nascita di una storica figura della pittura isolana. Luigi Verrini, in arte Bigio.Manifesto Bigio Centenario Un peccato per il paese perdere questo momento per rendergli tributo con una mostra.

Medito sulla cosa, potrebbe essere troppo tardi per inserire l’evento nel contesto fieristico, eppure mi rendo conto che è doveroso da isolano ricordare in qualche modo una figura così conosciuta in paese ma forse troppo bistrattata per il suo carattere ironico e beffardo. Penso all’organizzazione, trovare i quadri, il prestito, l’assicurazione, la pubblicità, il luogo adatto, i supporti, l’apertura… Bastava individuare le forze e combinarle assieme nel minor tempo possibile.

Per ospitare questa retrospettiva, escludemmo a priori la sala civica e l’oratorio, troppo “lontani” dalla gente e della Fiera e individuammo il luogo adatto in un ambiente che il Bigio avrebbe sicuramente apprezzato: la Baita degli Alpini.  Un luogo senza tante pretese, vicino alle persone, spensierato, libero da falsi costumi, com’era lui. Mi adoperai come coordinatore dell’iniziativa e formai una piccola equipe: Maria Rosa si sarebbe occupata di trovare le opere contattando i proprietari dei quadri di cui ricordava l’esistenza; Devis Gobbi (poliedrico 😉 ) dell’impaginazione degli inviti e delle locandine, Nilo Bazzani (artista) della consulenza artistica e Claudio Mori (corniciaio) da “gancio” col gruppo alpini. Parallelamente, il comune con l’assessore alla cultura Stefano Canazza sostenne l’iniziativa col patrocinio e l’Ente Fiera finanziò e pubblicizzò tramite i suoi canali l’apertura della mostra.

 

Era fatta! Come organizzatori decidemmo di restare liberi da una designazione associativa,  la mostra doveva figurare come  un libero omaggio dei cittadini di Isola della Scala al pittore. Grazie al gruppo Alpini riuscimmo a tener aperto per tre settimane l’esposizione durante il periodo fieristico e ad assicurare la fruizione da parte del pubblico. L’evento venne pubblicizzato sul quotidiano veronese “L’Arena” ed uscì con uno speciale sull’emittente “Telearena”. Fu una grande soddisfazione per tutti noi rispolverare la memoria di questa figura, promuovere la curiosità e la riscoperta di un personaggio quasi leggendario, collaborare con i volenterosi Alpini, ricevere i ringraziamenti dell’amministrazione e soprattutto vedere una grande affluenza interessata e curiosa da parte della cittadinanza.

Expo 2015, il primo giorno..

Primo Maggio, nel mio appartamento milanese fin che mi preparo per il mio primo turno di lavoro, seguo la cerimonia di inaugurazione, brividi, è l’Italia che sta per mettersi in gioco per ospitare qualcosa che va ben al di là di una fiera regionale, di un mondiale, di una olimpiade.. stiamo per inaugurare un’esposizione universale.

Il coro, modificando i versetti finali dell’inno nazionale canta: “Siam pronti alla vita, l’Italia chiamò!“, sfilano le frecce tricolori, spengo, è ora di andare.

Decumano, Expo 2015
Il decumano è enorme, le architetture fanno a gara per stupire chi vi passa davanti, i nostri responsabili che sono venuti a prenderci ai tornelli per consegnarci i pass, varcando il decumano ci guardano sorridendo, è lo stesso sorriso che ho anch’io quando oggi accompagno qualcuno per la prima volta nel viale maggiore del sito espositivo.. è il cercare nel volto di chi lo vede per la prima volta lo stupore del tuo primo giorno..

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