Davide Mantovani

Portfolio

Categoria: Esperienze professionali (page 1 of 2)

Si torna in risaia, quando la didattica si fa in campagna!

Come tutte le belle cose che tornano con la nuova stagione, la semina del riso 2017 ha riportato le uscite didattiche e le visite guidate con gruppi e scolaresche alla scoperta del riso e del suo magico mondo! Oggi siamo nei campi dell’Azienda Agricola Melotti di Isola della Scala.  L’entusiasmo e la soddisfazione che ti lasciano questi bambini è unica: toccare con mano le piantine, sbucciare i chicchi di risone e vedere il loro stupore alla vista degli aironi… esperienza impagabile per loro ma anche per me ogni volta che li accompagno!

 

“ORYZA” I GIORNI DEL RISO – Exhibition, 50° Fiera del Riso, Isola della Scala, 2016

Curator Davide Mantovani

Realizzato in occasione del 50° anniversario della Fiera del Riso di Isola della Scala, “Oryza, i giorni del riso” è un percorso didattico multisensoriale che vuole coinvolgere il visitatore a 360°.

Attraverso attività visive, sonore, olfattive e giocose il visitatore scopre come avviene il lungo percorso del riso, dalla terra al piatto.

Lo stile dei contenuti testuali è quello dell’infografica, uno stile semplice e diretto capace di attrarre e incuriosire anche in un contesto di passaggio (la hall di un contesto fieristico) e con testi adatti a tutte le fasce d’età.

Finanziata da Ente Fiera di Isola della Scala, ho progettato gli spazi di questa mostra grazie al supporto dell’arch. Stefano Gobbi con la consulenza artistica di Daniele Meggiorini. Coloro che invece hanno tramutato i miei schizzi in disegni sono state Linda e Raffaella Rinaldi, studio grafico a cui si appoggia l’Ente Fiera di Isola della Scala per tutte le iniziative che organizza.

Alla buona riuscita della mostra ha poi contribuito l’Ente Nazionale Risi che attraverso il suo Centro Ricerche sul Riso ha donato dei campioni di un centinaio di varietà di risi italiani e le piante di riso esposte.

Slideshow mostra (esterni) ed Infopoint

Interno della mostra e dettagli delle postazioni didattiche.

Il lavoro di realizzazione

Allestire un “luogo di mistero” edizione 2016

Con l’edizione 2016 sono quattro anni che faccio parte dello staff organizzativo de “I sussurri dei fantasmi” una serie di spettacoli teatrali inseriti nel cartellone del festival “Veneto spettacoli di mistero“.

Il festival del mistero è un’iniziativa a patrocinio regionale che ha lo scopo di far conoscere le tradizioni e le leggende dei tanti comuni del territorio veneto tramite spettacoli o eventi di vario genere in ville, castelli e borghi, per rafforzare l’identità locale e mantenere vive queste storie.

I nostri eventi si inseriscono nella rassegna con visite guidate teatralizzate all’interno di antiche ville o palazzi con la partecipazione degli attori de “La Compagnia del’Arca“.

Per queste iniziative mi occupo dell’allestimento delle location: sale,  giardini, cantine, soffitte o anfratti vari dove il visitatore/spettatore si trova a passare o sostare. Gli allestimenti servono a caratterizzare la storia raccontata ma anche ad impressionare o meravigliare attraverso installazioni artistiche con materiale di recupero o con quanto il luogo scelto dispone.

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Quest’anno siamo andati in scena con due spettacoli completamente diversi prima a Gazzo Veronese (VR) presso l’antica dimora della famiglia Poli, poi a Nogara (VR) nel centrissimo palazzo Maggi, ora sede della biblioteca comunale.

Ecco alcune foto scattate dai partecipanti della manifestazione che riassumono la magia e il mistero di questi spettacoli…

 

 

Magica New York

Quante cose devo ancora raccontare in questo portfolio.. una di queste è quell’avventura che mi vide protagonista nel seguire i lavori di apertura e di design della Risotteria Melotti, che si riconferma ancora un “cozy” angolo di Verona nella frenetica Big Apple!

Un articolo recentemente apparso su di un quotidiano locale mi ha riportato ai quei giorni..

L’Arena, 16 Ottobre 2016 – New York <Essere italiani fa la differenza>

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Paolo Carrà visita la mostra “Oryza, i giorni del riso”

Oggi ho avuto il piacere di incontrare ed illustrare il progetto del 50° e la mostra “Oryza, i giorni del riso” a Paolo Carrà, presidente del cda dell’Ente Nazionale Risi.

E’ rimasto molto colpito dal lavoro fatto e mi ha ringraziato soprattutto per la vetrina “banca del germoplasma” in cui ho esposto il riso che il centro ricerche sul riso mi ha inviato da Pavia e ho raccontato la mission dell’Ente Nazionale Risi.

Nella foto in mezzo, Gianmaria Melotti membro del consiglio di amministrazione dell’Ente e a destra Paolo Carrà presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente nazionale Risi.

ENR

Ti ricordi il primo maggio? chilometri a piedi, il primo accredito, la consegna delle divise, l’incontro con i nuovi colleghi, la lunghezza infinita del decumano e i grandi padiglioni: luoghi di cui avevi sentito solo parlare diventare realtà. Intanto attorno a noi si svolgeva la cerimonia di inaugurazione: capi di stato, giornalisti e fanfare. Le frecce tricolore rompevano un cielo da cui spuntava un timido sole… i primi spauriti visitatori, gli annunci… sei mesi fa cominciava la mia grande avventura lavorativa ad Expo Milano 2015.

Ho raccolto in questo breve ma incalzante video il ricordo di quei 184 giorni trascorsi nel sito espositivo. Sono stati sei mesi di lavoro intenso e appassionato. Ho incontrato persone da tutto il mondo, ho parlato con gruppi, famiglie, scolaresche, giornalisti e televisioni…  Per sei mesi ho raccontanto e difeso i temi della sostenibilità ambientale, del buon cibo e del diritto al piacere, del giusto prezzo e della difesa della biodiversità; nozioni che condividevo e che grazie al movimento Slow Food ho approfondito e trasmesso con passione, conservandole ancora come un grande insegnamento personale.

Sei mesi all’interno di un grande evento possono essere logoranti ma grazie ai miei colleghi e a tutti gli Expo workers, ai sorrisi e ai complimenti dei visitatori, e agli amici che non hanno mancato di passare a trovarmi, si è trasformato in un’esperienza unica ed indimenticabile.

184 giorni di Expo Milano 2015 from Davide Mantovani on Vimeo.

Manifesto Bigio CentenarioCome primo articolo della nuova pagina Organizzazione Eventi di questo protfolio ho deciso di raccontare come nacque l’idea di organizzare e coordinare nel 2012 una mostra sul pittore isolano Luigi Verrini detto Bigio in occasione dei cent’anni dalla sua nascita. Fu l’occasione per conoscere meglio questa importante figura artistica del panorama isolano e  per mettermi in gioco per la prima volta nell’organizzazione  di un evento culturale di questo tipo.

Bigio 1912 – 2012

– BIGIO 1912-2012 – UNA MOSTRA ESPOSITIVA A CENT’ANNI DALLA NASCITA

Estate del 2012, in paese si è in fermento per l’imminente Fiera del Riso (e chi fa parte di una delle tante associazioni che si adoperano alla sua organizzazione sa di cosa sto parlando). Discuto d’arte con Maria Rosa Nicoletti (gallerista del paese) che mi ricorda che in quell’anno sarebbe ricorso l’anniversario della nascita di una storica figura della pittura isolana. Luigi Verrini, in arte Bigio.Manifesto Bigio Centenario Un peccato per il paese perdere questo momento per rendergli tributo con una mostra.

Medito sulla cosa, potrebbe essere troppo tardi per inserire l’evento nel contesto fieristico, eppure mi rendo conto che è doveroso da isolano ricordare in qualche modo una figura così conosciuta in paese ma forse troppo bistrattata per il suo carattere ironico e beffardo. Penso all’organizzazione, trovare i quadri, il prestito, l’assicurazione, la pubblicità, il luogo adatto, i supporti, l’apertura… Bastava individuare le forze e combinarle assieme nel minor tempo possibile.

Per ospitare questa retrospettiva, escludemmo a priori la sala civica e l’oratorio, troppo “lontani” dalla gente e della Fiera e individuammo il luogo adatto in un ambiente che il Bigio avrebbe sicuramente apprezzato: la Baita degli Alpini.  Un luogo senza tante pretese, vicino alle persone, spensierato, libero da falsi costumi, com’era lui. Mi adoperai come coordinatore dell’iniziativa e formai una piccola equipe: Maria Rosa si sarebbe occupata di trovare le opere contattando i proprietari dei quadri di cui ricordava l’esistenza; Devis Gobbi (poliedrico 😉 ) dell’impaginazione degli inviti e delle locandine, Nilo Bazzani (artista) della consulenza artistica e Claudio Mori (corniciaio) da “gancio” col gruppo alpini. Parallelamente, il comune con l’assessore alla cultura Stefano Canazza sostenne l’iniziativa col patrocinio e l’Ente Fiera finanziò e pubblicizzò tramite i suoi canali l’apertura della mostra.

 

Era fatta! Come organizzatori decidemmo di restare liberi da una designazione associativa,  la mostra doveva figurare come  un libero omaggio dei cittadini di Isola della Scala al pittore. Grazie al gruppo Alpini riuscimmo a tener aperto per tre settimane l’esposizione durante il periodo fieristico e ad assicurare la fruizione da parte del pubblico. L’evento venne pubblicizzato sul quotidiano veronese “L’Arena” ed uscì con uno speciale sull’emittente “Telearena”. Fu una grande soddisfazione per tutti noi rispolverare la memoria di questa figura, promuovere la curiosità e la riscoperta di un personaggio quasi leggendario, collaborare con i volenterosi Alpini, ricevere i ringraziamenti dell’amministrazione e soprattutto vedere una grande affluenza interessata e curiosa da parte della cittadinanza.

Incontro con Paolo Galliani della rivista “DOVE”

Fagiolo Orto Slow FoodMi viene fissato un appuntamento con il giornalista Paolo Galliani della rivista DOVE; è un caldo pomeriggio di luglio, deve scrivere una recensione sul nostro padiglione in Expo. Più che una visita, l’incontro si traduce in una bella chiacchierata attorno ad un tavolo, gli parlo della nostra mission, del perchè nonostante tutto abbiamo deciso di esserci, di quale sia il messaggio che portiamo e di come abbiamo deciso di svilupparlo.. Dopo alcuni mesi leggo quell’articolo su internet senza conoscerne l’autore e il giornale da cui è tratto se non alla fine, in coda al testo. Penso al disegno tracciato da queste righe, alla riflessione che ne esce da chi le ha scritte, a mio avviso il più puntuale ed interessante articolo sul nostro padiglione che abbia letto. Mi piace pensare di essere riuscito a lasciargli tutto questo:

«Se in ogni romanzo arrivare all’ultima pagina è fondamentale, allora la porzione più remota del Decumano merita il riguardo dovuto. Anche se per la verità è sconcertante che uno spazio come quello di Slow Food si ritrovi sistemato in una porzione così defilata, da apparire anche punitiva. Fra tanti padiglioni in cinemascope, la dimensione low profile di questa costruzione firmata dallo Studio Herzog & De Meuron e ispirata alle cascine lombarde è una parabola laica sulla sobrietà, sull’agricoltura eroica, sull’importanza di non sprecare cibo perché produrlo costa fatica. Si accede a una costruzione piana e volutamente senza vanità che compone un triangolo di edifici modulari dominato al centro da un orto agro ecologico nel quale si materializzano un teatro, una mostra sulla biodiversità, uno spazio per degustazioni di qualità. Il percorso è sensoriale, ma anche didattico: il naso si avvicina a una fessura per riconoscere dall’odore il prodotto della terra, la mano finisce in un barattolo per dare un nome ai diversi cereali e gli spunti di riflessione sono in puro stile Slow Food, le scelte individuali si ripercuotono su tutto il mondo. L’obiettivo è esplicito: provocare riflessioni, mettere in discussione i comportamenti poco virtuosi, chiedere alla gente di non chiudere gli occhi, di avere una visione più consapevole. Il dubbio diventa un valore, l’anticamera del cambiamento. È forse la vera essenza del nostro viaggio a Expo. Vista da Slow Food la lunga e diritta trama del Decumano, che all’estremo opposto vira idealmente a sinistra per ricongiungersi al Padiglione Zero, sembra comporre un noto segno tipografico di punteggiatura. È la grande eredità dell’Esposizione Universale: un gigantesco e metaforico “punto di domanda”»
Paolo Galliani sulla rivista DOVE di Settembre

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